Un prodotto dimenticato in fondo al frigo, una conservazione non corretta o una spesa più abbondante del necessario sono alcuni dei motivi per cui, ogni settimana, nelle case italiane vengono gettati in media 554 grammi di cibo a persona (report Waste Watcher, 2026).
Ridurre lo spreco alimentare resta un dovere verso l’ambiente, ma anche un diritto: quello di vivere in modo più rispettoso del futuro.
Per farlo, è indispensabile prestare attenzione alla conservazione dei prodotti che si acquistano, ma anche a cosa portare in tavola, selezionando alimenti certificati e prodotti con un occhio attento alla sostenibilità.
Il Prosciutto di San Daniele DOP, per esempio, è un alimento italiano, versatile e di altissima qualità, capace di accompagnare ingredienti diversi in ogni stagione.
I 3 pilastri di sostenibilità del Consorzio
La sostenibilità del Prosciutto di San Daniele DOP non si misura soltanto nel momento in cui arriva in tavola, ma si costruisce lungo tutto il percorso che lo precede, attraverso scelte legate a tre aree: ambiente, prodotto e persone.
- Ambiente: la tutela delle risorse
Il Consorzio promuove da oltre vent’anni un modello produttivo attento all’ambiente, attraverso la gestione sostenibile delle acque, il recupero di sale e salamoie, l’uso di fonti rinnovabili e la riduzione delle emissioni di CO₂. Questo impegno si estende alla tutela del fiume Tagliamento, della biodiversità e del microclima locale.
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- Prodotto: una filiera controllata
Il San Daniele DOP nasce da una filiera italiana trasparente e controllata: viene prodotto esclusivamente a San Daniele del Friuli con cosce di suini italiani e sale marino, senza additivi né conservanti, e con una stagionatura di almeno 400 giorni. La qualità e l’autenticità del prodotto sono garantite da controlli, certificazioni e sistemi di tracciabilità.
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- Persone: il valore della competenza
Il Consorzio investe nelle persone attraverso la formazione professionale, la trasmissione del sapere tra generazioni, il sostegno all’occupazione e il dialogo con consumatori, chef e ristoratori. Attraverso la promozione turistica e la collaborazione con istituzioni e realtà locali, contribuisce inoltre a valorizzare la cultura friulana, sostenere l’economia del territorio e generare valore condiviso.
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Tre ricette antispreco con il Prosciutto di San Daniele
Lo spreco alimentare può essere ridotto partendo da ciò che spesso viene considerato uno scarto. Qualsiasi ingrediente, infatti, può diventare la base di ricette ricche di gusto, soprattutto quando viene valorizzato nel modo giusto.
Ecco ad esempio 3 idee di ricette no-waste facili e gustose con il Prosciutto di San Daniele DOP!
- Tacos con chili, verdure e Prosciutto di San DanieleIngredienti per 4 persone:
- 600 g di manzo macinato.
- 1 cipolla piccola.
- 1 peperoncino fresco.
- 1 cucchiaino di cumino.
- 1 cucchiaino di paprika.
- 150 g di funghi.
- 150 g di zucca.
- 250 g di fagioli neri precotti.
- 300 g di passata di pomodoro.
- 100 g di Prosciutto di San Daniele DOP in una sola fetta.
- Grasso di scarto del Prosciutto di San Daniele.
- Olio extravergine di oliva.
- Sale e pepeProcedimento:
Scalda un cucchiaio di olio in padella, aggiungi il grasso di scarto del Prosciutto di San Daniele e lascialo rosolare dolcemente. Unisci poi le spezie, lasciandole tostare, e la cipolla, da stufare brevemente. Quando sarà morbida, unisci il prosciutto tagliato a dadini e fai insaporire. Aggiungi poi la carne macinata e falla rosolare. Quando sarà pronta, unisci i funghi, la passata di pomodoro, il sale e il pepe e lascia cuocere per circa 15 minuti.
Completa con la zucca tagliata a dadini e i fagioli neri, e prosegui la cottura per altri 10 minuti. Una volta cotto, utilizza il composto per farcire i tacos di mais e servi.

- Ramen con Prosciutto di San DanieleIngredienti per 2 persone:Per il brodo:
- 300 g di Prosciutto di San Daniele DOP in una sola fetta.
- 3 scalogni.
- 700 ml di acqua.
- Olio extravergine di oliva.Per il ramen:
- Noodles.
- 1 cipollotto.
- 1 uovo.
- Semi di sesamo.Procedimento:
Taglia il Prosciutto di San Daniele a listarelle e trita gli scalogni.
Scalda un cucchiaio di olio in una casseruola, aggiungi il prosciutto e cuocilo dolcemente fino a fargli perdere il grasso e renderlo leggermente croccante. Unisci gli scalogni e lascia insaporire. Versa poi l’acqua e cuoci a fiamma dolce per circa 40 minuti, lasciando che il brodo raccolga lentamente gli aromi del prosciutto. Quando il brodo è pronto, filtralo. Cuoci i noodles in acqua bollente e trasferiscili nelle ciotole. Versa il brodo caldo sui noodles e completa con il cipollotto tritato, un uovo barzotto e una spolverata di semi di sesamo.

- Tagliolini al San Daniele
Ingredienti per due persone:
- 200 g di tagliolini.
- 200 ml di latte.
- 2 fette spesse di Prosciutto di San Daniele DOP.
- 1 fetta di Prosciutto di San Daniele DOP per completare.
- Semi di papavero.
- Olio extravergine di oliva.Procedimento:
Taglia le fette spesse di Prosciutto di San Daniele a striscioline sottili o a dadini.
Scalda due cucchiai di olio extravergine di oliva in una padella antiaderente e rosola metà del prosciutto. Aggiungi il latte a temperatura ambiente e un mestolo di acqua calda. Mescola e lascia sfiorare il bollore a fuoco basso. Versa i tagliolini direttamente nella padella e cuocili nel condimento, aggiungendo poca acqua calda alla volta se il liquido dovesse asciugarsi troppo.Quando la pasta è cotta e il condimento si è rappreso, spegni il fuoco. Aggiungi la restante parte del prosciutto e mescola delicatamente. Impiatta i tagliolini, e completa con i semi di papavero e una fetta di Prosciutto di San Daniele prima di servire.

La sostenibilità inizia dalla tavola
Per ridurre lo spreco alimentare non servono grandi rivoluzioni: basta imparare a valorizzare ogni ingrediente con un pizzico di creatività.
Anche il grasso, i ritagli o una fetta avanzata di Prosciutto di San Daniele DOP, ad esempio, possono trasformarsi in una base saporita per moltissimi piatti.
In questo modo, ognuno di noi può portare in cucina la stessa attenzione che accompagna il prodotto lungo la filiera, rispettando il territorio da cui proviene e il lavoro delle persone che lo producono.