Sant’Antonio Abate e il legame con San Daniele

Focus su San Daniele del Friuli | Part 1

Territorio
Sant'Antonio Abate

San Daniele ha davvero molti segreti nascosti, e oggi intendiamo rivelarne uno. Non è infatti solo un borgo celebre in tutto il mondo per il delizioso prosciutto, ma anche un centro carico di storia. In via Garibaldi sono infatti gelosamente custoditi gli affreschi della Chiesa di Sant’Antonio Abate. Tali affreschi rappresentano il più bel ciclo rinascimentale della regione Friuli – Venezia Giulia, al punto che si parla addirittura di “Cappella Sistina del Friuli”.

Gli affreschi presentati sono stati realizzati a più riprese, in un’epoca parecchio lontana. La mano era quella di Martino da Udine, noto anche come Pellegrino da San Daniele, e li completò tra il 1497 e il 1522.

Chi era questo Santo?

Nella patria del prosciutto di San Daniele, non poteva davvero mancare una chiesa dedicata al santo patrono dei salumieriSant’Antonio Abate. Secondo tradizione, il 17 gennaio il santo benediceva gli animali che in seguito passavano sotto la sua protezione. L’Ordine degli Antoniani aveva infatti il permesso di allevare all’interno dei centri abitati i suini che, forniti di un campanello appeso al collo, erano lasciati in libertà e nutriti a spese della comunità.

Ciò era concesso poiché gli ammalati colpiti dal fuoco di Sant’Antonio erano unti col grasso di questi animali. Questo particolare tipo di allevamento ha lasciato profonde tracce nei modi di dire locali. Infatti, nella lingua friulana, dare a qualcuno del purcit di Sant’Antoni (maiale di Sant’Antonio) significa indicare qualcuno che va sempre in giro bighellonando.

La Chiesa

La Chiesa di Sant’Antonio Abate era la chiesa dell’Ospedale di Sant’Antonio, un tempo ubicato nell’edificio di fronte. Consacrata una prima volta nel 1308, il terremoto del 1348 la danneggiò profondamente. Nel 1441, tuttavia, la Fraterna dell’Ospedale di S. Antonio, che si occupava dei poveri, degli orfani, dei bambini abbandonati e dei pellegrini, finanziò i lavori di ricostruzione, allungando e riadattando l’edificio preesistente. Successivamente fu consacrata una seconda volta nel 1470, come testimonia l’epigrafe posta al di sopra del portale.

La facciata, di gusto gotico veneziano, è in pietra d’Istria e ricorda quella della chiesa di S. Maria della Fratta. Il portale è posto tra due finestre ogivali e contiene una lunetta scolpita con le figure di San Antonio Abate, San Giovanni Battista e San Antonio da Padova. Al di sopra vi è il consueto busto dell’Eterno Padre, mentre il rosone è decorato con colonnine e da un clipeo con al centro la Madonna con il Bambino. Attualmente la chiesa non è più adibita al culto.

La Chiesa di Sant’Antonio Abate è uno dei punti d’interesse che San Daniele offre insieme ai segreti del suo prosciutto da scoprire nei diversi stabilimenti di produzione. Per organizzare il tuo weekend a San Daniele consulta la Pro San Daniele – uff turistico.

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15 aprile 2020

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