Nata a San Miniato nel 1996, Carlotta Cambi è oggi una delle palleggiatrici di riferimento della serie A1 della pallavolo italiana.
Attualmente in forza all’IGOR Volley Novara, ha costruito una carriera straordinaria fatta di importanti titoli e riconoscimenti dal 2011, sia nei club che con la maglia della Nazionale.
Il palmares parla da solo: Champions League, Scudetti, Supercoppa Italiana. E poi i traguardi con l’Italia, culminati con la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, la Volleyball Nations League e i Mondiali nel 2025. Un percorso che l’ha portata a scrivere una pagina di storia indelebile dello sport italiano.

Ma chi è Carlotta fuori dal campo? L’abbiamo incontrata per scoprire cosa c’è dietro la divisa.
Raccontaci un po’ di te
Ciao a tutti, mi chiamo Carlotta Cambi. Oltre allo sport sono una persona estremamente solare e molto dinamica: pratico sport, studio e mi dedico ad altri hobby. Non mi fermo mai, o almeno ci provo.
Hai un hobby o un interesse che non tutti conoscono?
Probabilmente non tutti sanno che preferisco giocare a beach volley che a pallavolo. C’è qualcosa di stranamente rilassante nel praticare sport all’aria aperta, sulla sabbia.
C’è un aneddoto divertente o significativo legato alla tua carriera?
Prima di ogni partita mi assicuro che siano legati in modo perfetto, perché non voglio dovermi rifare l’acconciatura mentre sto giocando. E mentre mi pettino, ascolto reggaeton per darmi la carica giusta. Sembra una piccola cosa, ma sono due i gesti con cui entro in “modalità partita”.
Cosa non manca mai nella tua borsa?
La divisa, spero. E anche un burrocacao e uno snack. Quando ho fame prevale il silenzio, quindi cerco di non arrivare mai a quel punto!
Raccontaci un ricordo, una sensazione o un fatto legato al Prosciutto di San Daniele
La prima cosa che mi viene in mente quando penso al prosciutto è un aperitivo con gli amici in tranquillità, magari a casa.
Per me il San Daniele è qualcosa da condividere. Il cibo condiviso diventa gioia, soprattutto per me che amo la socialità e passare del tempo circondata dal mio ragazzo, dalla mia famiglia e dagli amici.
Se il Prosciutto di San Daniele fosse la colonna sonora della tua vita, quale canzone sarebbe?
Sicuramente sarebbe una canzone reggaeton, che è la musica che ascolto per caricarmi prima di una partita. Il San Daniele per me ha la stessa vitalità semplice, immediata ma con carattere.
C’è un momento della giornata o dell’anno in cui preferisci gustarlo?
La mattina è il mio momento migliore, quando sono già in moto e piena di energie.
Ma per il San Daniele faccio un’eccezione: lo vedo ancora meglio nel tardo pomeriggio all’ora dell’aperitivo. Quella è la sua ora d’oro.
Qual è il tuo abbinamento preferito col San Daniele?
Pane, burrata, San Daniele, fichi e un filo di miele. Un po’ elaborato forse, ma una volta che lo provi non torni più indietro.
Se potessi gustare il San Daniele con una persona famosa, chi sceglieresti?
La regina Cleopatra. Mi affascina moltissimo l’Egitto e vorrei sapere tutto della loro cultura.
Come descriveresti il Prosciutto di San Daniele a chi non l’ha mai provato?
Una gioia da condividere. Ha un profumo e un sapore che lo rendono riconoscibile tra mille. Ma soprattutto, è uno di quei prodotti che migliorano qualsiasi momento. Basta metterlo su un tagliere, e il resto viene da sé.
Qual è il tuo motto?
Il motto che mi caratterizza l’ho preso da un gran filosofo dei nostri tempi: Timon, da Il Re Leone. 🙂
“Quando il gioco si fa duro, parto a 1000 come un siluro”.
