San Daniele del Friuli vista da Signorini

Il fotografo toscano racconta la città, la gente e il territorio di San Daniele con il suo stile inconfondibile

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Protagonista insieme a Mario Dondero del volume curato da Antonio Giusa San Daniele, natura, gente, città, prosciutto del Friuli, Marco Signorini è uno degli autori più noti ed apprezzati del panorama fotografico italiano.

Dopo gli studi accademici in scenografia converge i suoi interessi verso il video e la fotografia di ricerca, dedicandosi in particolare agli autori della fotografia italiana di paesaggio.

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Una sensibilità non comune quella di Signorini, che emerge in modo evidente anche negli scatti dei lavoratori di San Daniele, negli scorci della città e nei dettagli di una terra evocata, interpretata e presentata con uno stile personale e inconfondibile. Signorini non affronta in campo aperto i paesaggi che vuole fotografare, ma li fa emergere dai contorni sfocati, con un sapiente uso della luce ad illuminare la scena.

Ma Marco Signorini non è soltanto un fotografo del paesaggio. Applica il suo stile e la sua inusuale visione della realtà anche alle persone, ai volti, alla vita. I suoi ritratti sono studiati nei minimi dettagli: quelli dei lavoratori di San Daniele non fanno riferimento alla serialità dei gesti, ma ne spiegano l’accuratezza ed evocano i sapori che il cervello va a ricercare nei recessi delle passate esperienze. “Attraverso gli scatti di Signorini – sottolinea un produttore – San Daniele va oltre il prodotto per diventare una sorta di testimone ed esso stesso mezzo di comunicazione della straordinaria cultura del prosciutto, fino ad assurgere, incorporando in sé la comunità di produttori, i luoghi, la filiera produttiva, a categoria rappresentativa della qualità della vita sul versante delle caratteristiche salubri del prodotto e degli stili alimentari”.

La sua attività di ricerca inizia nei primi anni Novanta con i viaggi in Lituania, dove fotografa il centro geografico dell’Europa. Nascono così Europos Centras e Cité Europe, pubblicati su riviste e cataloghi ed esposti sia in Italia che all’estero.
Interno_bA questo fanno seguito numerosi altri progetti come Passaggi, realizzato nel 1996 per la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, esposto a Bellinzona e a Parigi. Nel 2002 partecipa a Idea di Metropoli, mostra inaugurale del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, entrando a far parte della collezione permanente del museo. Lavora inoltre con Linea di Confine per la Fotografia di Rubiera con i progetti Mother Way (2001) e Luoghi della cura (2005), presentati nella collettiva Trans Emilia al Fotomuseum di Winterthur e al SK Stiftung Kultur di Colonia.

Nel 2007 pubblica il volume Echo, una raccolta di fotografie inedite realizzate in Europa nell’arco di dieci anni e, l’anno seguente, il catalogo 1_Earth. Nel 2009 partecipa al Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate, selezionato per il Festival Europeo per la fotografia di Reggio Emilia e partecipa alla collettiva Kaléidoscope d’Italie al CNA Louxembourg a cura di A. Madesani. Nel 2011 pubblica il libro Earth heart. Fra i suoi ultimi lavori ((Ra)) esposto in una personale curata da W. Guadagnini alla galleria Metronom di Modena e le sue ricerche Reale, digitale e IGproject, incentrate sulla manipolazione delle immagini.