Friulani da esportazione: la fotografa e attivista Tina Modotti

Originaria di Udine, è considerata una delle più grandi fotografe d’inizio novecento

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Oggi, per la nostra rubrica “Friulani da esportazione“, vogliamo ricordare Tina Modotti, una delle più grandi fotografe di inizio novecento.
Tina nasce a Udine nel 1896, da una famiglia operaia, e vive la sua infanzia in una casa a due piani del quartiere Pracchiuso, che oggi ospita un ricovero per i senzatetto.
La Caritas, che gestisce il ricovero, nel 2005 ha commissionato all’artista friulano Franco Del Zotto un’opera destinata a ricordare la fotografa: l’intera facciata dell’edificio è ora ricoperta da un bassorilievo che compone alcuni testi della Modotti insieme ad altri a lei dedicati.
Le lettere, incise nel cemento, compongono parole nelle quattro lingue che hanno segnato il percorso umano e artistico di questa donna straordinaria: il friulano, l’italiano, l’inglese e lo spagnolo.

Tina, infatti, dopo aver passato l’infanzia in Friuli, dove vive la durezza della povertà e apprende i rudimenti della fotografia dallo zio fotografo, a diciassette anni raggiunge il padre emigrato a San Francisco per cercare lavoro. Negli Stati Uniti si sposa, diventa un’attrice della nascente Hollywood e conosce il grande fotografo Edward Weston che sarà suo maestro, compagno e amante nella successiva avventura messicana.
In Messico trova una nuova patria e inizia la sua attività fotografica in cui uno sguardo formalmente e tecnicamente ineccepibile si unisce alla tensione sociale per il riscatto delle masse.
Tornata a Città del Messico, dopo alcuni anni vissuti in Europa e in Russia, qui morirà, di improvviso, nel 1942. Il suo amico poeta Pablo Neruda, le ha dedicato un epitaffio di cui citiamo una strofa:

La nuova rosa è tua, la nuova terra è tua:
ti sei messa una nuova veste di semente profonda
e il tuo soave silenzio si colma di radici.
Non dormirai invano, sorella.”

20 Ottobre 2017