Spilimbergo, a due passi da San Daniele un mosaico di bellezza, storia e arte

A metà strada tra le spiagge adriatiche e la montagna, Spilimbergo merita una deviazione per le sue molte attrattive e per la prestigiosa Scuola Mosaicisti che vi ha sede

Luoghi
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Conosciuta soprattutto per la sua celebrata Scuola Mosaicisti, le cui opere abbelliscono cattedrali, regge, aeroporti, stadi e ville sparse in tutto il mondo, Spilimbergo ospita anche un’esposizione permanente che offre una finestra unica su questa affascinante arte. Spilimbergo_ Scuola MMa la cittadina friulana ha molto altro da offrire al visitatore, a cominciare dal suo impianto urbano, che conserva ancora oggi l’impronta del suo periodo di maggiore splendore, tra Medioevo e Rinascimento. Spilimbergo affascina per l’intreccio di vie porticate, piazzette e vicoli, oltre che per le innumerevoli opere d’arte che vi sono ospitate. La città prende il suo nome dai conti carinziani Spengenberg, che qui si trapiantarono nell’XI secolo in quanto vassalli del patriarca di Aquileia. Anno dopo anno Spilimbergo acquistò rilevanza militare e commerciale, espandendosi e crescendo come popolazione grazie all’arrivo di nuovi cittadini provenienti da diverse regioni vicine oltre che di un’importante comunità ebraica. Durante questa fase di sviluppo furono costruiti molti dei palazzi che caratterizzano ancora oggi piazza Duomo, vero centro nevralgico della vita cittadina e testimone della sua storica attitudine a diventare sede di scambi e commercio. Simbolo di Spilimbergo e testimonianza della sua vocazione commerciale è La Macia, l’antica unità di misura lineare ancora visibile nella colonna d’angolo del Palazzo della Loggia.
Tra le costruzioni più preziose che adornano la città vanno ricordati senz’altro il Castello, cui fa riferimento un documento risalente al 1120, e il Duomo di Santa Maria Maggiore. Fatto costruire nel 1284 da Walterpertoldo, allora Signore di Spilimbergo, fu successivamente consacrato solo nel 1453. Nell’antico edificio si può ammirare un ciclo di affreschi del Trecento, con storie del Vecchio e del Nuovo Testamento, e l’organo rinascimentale impreziosito dal racconto pittorico di Giovanni Antonio De Sacchis, meglio conosciuto come il “Pordenone” e considerato fra i maggiori pittori del Rinascimento. Apparteneva al patrimonio liturgico del Duomo, il monumentale coro ligneo realizzato dal vicentino Marco Cozzi.
Ogni anno nel mese di luglio, la cittadina ospita per tre giorni le date conclusive del Folkest, il più grande festival di musica folk del Sud Europa. Nato nel 1979, il Folkest ha visto spesso la partecipazione di artisti d’importanza internazionale tra cui Bob Dylan, Joe Cocker e Goran Bregovic.

23 Settembre 2016