Dolegna del Collio: l’inizio del nostro tour tra i vini del Friuli Venezia Giulia

Un Sauvignon con Ornella Venica

Luoghi
Venica_banner

Il prosciutto di San Daniele ama essere accompagnato da un buon bicchiere di vino. Anche per questo vogliamo proporvi un viaggio tra alcuni dei tanti eccellenti produttori vitivinicoli delle otto zone DOC del Friuli Venezia Giulia.

Per iniziare siamo andati nel celebre “Collio”, a Dolegna, per incontrare Ornella Venica, alla guida, insieme al marito Gianni e a tutta la famiglia Venica, di una realtà apprezzata in Italia e nel mondo per i suoi vini, in particolare il Sauvignon Ronco delle Mele.

La storia vitivinicola della famiglia inizia nel 1930, quando Daniele Venica acquista il corpo centrale dell’attuale azienda, la casa colonica e le vigne circostanti per dedicarsi alla produzione di vino e cereali, oltre che all’allevamento di bovini. L’attività viene portata avanti negli anni dal figlio di Daniele, Adelchi che contribuisce a farla prosperare e che, nel 1977, lascia spazio alla terza generazione dei Venica. A prendere le redini dell’azienda sono i figli Gianni e Giorgio, che decidono di dedicarsi esclusivamente alla produzione vitivinicola. Li affianca Ornella, moglie di Gianni, Virginia moglie di Giorgio e, più recentemente, Giampaolo, rappresentante della quarta generazione di una dinastia di vignaioli fra le più rappresentative del mondo del vino nella regione.

A Ornella abbiamo quindi chiesto di raccontarci della sua azienda, del territorio e della passione per il vino che, per i Venica, è decisamente un “affare di famiglia”.

Venica_interno1Venica&Venica è un’azienda situata in una regione di confine. Quali sono le influenze di questo dna mitteleuropeo?
Terra di confine significa crogiuolo di culture, sia dal punto di vista storico che del gusto. Il nostro è un territorio unico, unione di tre anime diverse: qui la Serenissima di Venezia, il mondo slavo e quello austriaco si sono incontrati. Il Friuli Venezia Giulia è poco conosciuto, ma possiede bellezze naturalistiche ancora incontaminate e prodotti enogastronomici di grande valenza: i vini certo, ma anche il prosciutto di San Daniele, i formaggi, come il Montasio, o la trota, sempre di San Daniele. La nostra azienda, vicinissima al confine orientale della Regione, racchiude questo patrimonio e vuole farlo emergere in tutta la sua ricchezza di sfumature.

Il Collio è una piccola realtà enologica in Italia, ma conosciuta ed apprezzata a livello internazionale. Quali sono i suoi punti di forza?
Il Collio, fra le zone enologiche a Denominazione di Origine Controllata è una delle più vecchie e quest’anno ha festeggiato i cinquant’anni. Senza dubbio è la denominazione che per prima ha focalizzato l’attenzione sulle grandi potenzialità produttive del territorio per quanto riguarda i vini bianchi, che sono oggi riconosciuti fra i migliori d’Italia e d’Europa. Da questo punto di vista dunque il Collio ha già un peso rilevante e una leadership affermata, sia a livello nazionale che internazionale.

Quali sono i punti di forza dei vini Venica&Venica?
Credo che il punto di forza più importante sia la grande riconoscibilità che possono avere nei confronti di un consumatore attento: il loro timbro è unico nel panorama mondiale. Si tratta di vini piacevoli da subito, ma allo stesso tempo contraddistinti da ottime caratteristiche di longevità.
Il merito è dello straordinario territorio del Collio, da sempre vocato alla produzione vitivinicola perché caratterizzato da condizioni pedoclimatiche ottimali. Davanti a noi il mare è a soli 40 chilometri e alle nostre spalle ci sono le Prealpi Giulie, che trattengono le correnti fredde provenienti dal continente: si genera così un’area dal clima particolarmente temperato, tant’è che ai tempi degli Asburgo Gorizia veniva chiamata “la Nizza del nord”. Le forti escursioni termiche fra il giorno e la notte permettono ai vini di sviluppare acidità e carica aromatica, rendendo assolutamente riconoscibile il loro bouquet. Inoltre, il suolo è ricchissimo di sostanze minerali che conferiscono ai vini una sapidità unica e inconfondibile.
In particolare, i terreni dell’azienda si estendono per ben 37 ettari, situati su differenti colline dalla diversa esposizione e, quindi, con un microclima diverso l’una dall’altra. Questo è fondamentale per garantire ai nostri vini la loro complessità distintiva.

Come si articola la vostra produzione?
La proprietà è suddivisa tra cinque colline e tre aree di fondovalle e per rendere i nostri vini più rappresentativi del territorio abbiamo deciso di riportare i nomi dei vigneti direttamente in etichetta. L’obiettivo del nostro lavoro è quello di ottenere una costanza qualitativa negli anni, che possa contraddistinguere le nostre etichette facendo esaltare sia l’eleganza che la complessità aromatica del Collio.
I nostri vini bianchi sono il Friulano, la Ribolla Gialla, dedicata al papà Adelchi, il Pinot Bianco “Tàlis” e il Pinot Grigio “Jesera”, lo Chardonnay “Bernizza” e la Malvasia “Pètris”. Di Sauvignon e Friulano imbottigliamo anche due selezioni, il “Ronco delle Cime” Friulano ed il “Ronco delle Mele” Sauvignon blanc che ben rappresentano lo “Spirito del Luogo”.  Merlot, Cabernet Franc e Refosco sono i nostri rossi.

Qual è il vino portabandiera di Venica&Venica? Quali le sue caratteristiche distintive?
Sicuramente il Sauvignon Ronco delle Mele, per le sue caratteristiche che lo rendono immediatamente riconoscibile, soprattutto il suo profumo intenso di fiori di sambuco, peperone e foglia di pesco. Il Ronco delle Mele, infatti, nasce da un vigneto orientato a nord-ovest, che permette una maturazione lenta delle uve e l’intensificazione delle loro caratteristiche varietali. Dopo la vendemmia manuale, le uve vengono portate in cantina e macerate per circa 12/14 ore in contenitori appositi che le proteggono dall’ossigeno evitandone l’ossidazione. Il 20% del mosto fermenta e affina poi sui lieviti in botti grandi per i primi 5 mesi e successivamente in acciaio.
Perfetto con gli antipasti, in particolare con il prosciutto di San Daniele, il Ronco delle Mele si abbina in maniera particolarmente gradevole anche con creme e minestre dal gusto delicato, crostacei e pesci in salsa.
Fra i vini rossi amo il Refosco, vitigno antico del Friuli Venezia Giulia e ambasciatore del territorio. Un vino dalle grandi complessità, ricco di tannini, che si abbina perfettamente alle carni e ai formaggi, ma che può essere bevuto anche dopo cena, se ha affinamenti più complessi. Per questo vitigno così rappresentativo del territorio noi abbiamo scelto di mettere a dimora le viti nel vigneto Bottaz, dove coltiviamo sia la variante dal peduncolo rosso sia quella di Faedis, in modo da fornire maggiore complessità alla nostra produzione chiamata appunto “Bottaz”. L’uva del Refosco è particolarmente tannica, ma il clima freddo dei nostri vigneti rende necessaria una maturazione molto delicata, al fine di evitare estrazioni troppo verdi e mantenere l’eleganza del vino. Il passaggio in botti grandi di rovere fornisce poi la giusta evoluzione, senza andare però ad alterare l’espressione tipica del terreno. Il risultato è un Refosco rustico e speziato, dall’inconfondibile carattere friulano.

Qual è il suo vino preferito? Perché?
Amo molto il Pinot Bianco, un vitigno che viene dal nord e che sta scomparendo dagli scaffali delle enoteche e dalle tavole dei ristoranti a causa delle produzioni molto contenute soprattutto in Friuli Venezia Giulia. Il Pinot Bianco è un vitigno d’area alpina: si coltiva infatti nel cuore dell’Europa, al di qua e al di là delle Alpi, in Friuli Venezia Giulia, Alto Adige, Austria e Germania. Questo vitigno merita di essere salvaguardato, perché ha un’eleganza indiscussa, la finezza dei suoi profumi è unica e regala grandi emozioni.

Quali vini sceglierebbe in abbinamento al prosciutto di San Daniele?
Il San Daniele è un prodotto molto duttile per quanto concerne gli abbinamenti. Lo accompagnerei innanzitutto con un Friulano, che risulta estremamente piacevole degustato con il prosciutto, con un Sauvignon, ma anche con una Malvasia Istriana.