Sant’Antonio Abate, patrono dell’ospitalità di San Daniele

Chi visita San Daniele del Friuli non può perdere gli affreschi della ‘Sistina del Friuli’ e proseguire il viaggio con il buon augurio dei pellegrini

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Chi si trovasse in visita a San Daniele del Friuli, non può davvero perdersi la chiesa di Sant’Antonio Abate: la facciata è semplice, chiara, luminosa, e l’interno conserva uno dei più bei cicli di affreschi del Friuli, dipinto in epoca rinascimentale da Martino da Udine, detto Pellegrino di San Daniele.
Gli straordinari affreschi della ‘Sistina del Friuli’ raccontano della vita di Gesù, di Sant’Antonio e dei profeti.

Quello di cui gli affreschi non parlano è il legame antico e profondo fra il culto di Sant’Antonio e alcune delle tradizioni che da sempre animano il cuore della comunità di San Daniele: il prosciutto, la solidarietà e l’attenzione agli ospiti.santantonio

Sant’Antonio Abate è infatti patrono degli animali domestici, dei macellai e dei salumieri ed è spesso rappresentato vicino a un maiale e altri animali.

Durante il medioevo, a San Daniele come in altri comuni soprattutto tedeschi, si trova l’usanza del ‘porcello di Sant’Antonio’.
Questo maiale, appartenente alla Confraternita di Sant’Antonio e dedicato all’assistenza ai bisognosi, era libero di girare di corte in corte ed era ingrassato grazie alla generosità di tutti i fedeli.

La Confraternita gestiva anche l’Hospitale di Sant’Antonio di Vienna che forniva cure agli infermi e ricovero ai pellegrini che andavano o tornavano dalla Terra Santa.

Ecco perché una visita alla Chiesa di Sant’Antonio riempirà gli occhi di bellezza e sarà di augurio per un buon proseguimento del nostro viaggio.

4 Novembre 2016