San Daniele del Friuli nel milletrecento

La libera comunità di San Daniele e le prime forme di tutela del consumatore

Luoghi
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Nel milletrecento San Daniele del Friuli era una ‘libera comunità’, dotata di ampia autonomia, istituzioni cittadine proprie e già fioriva come un importante mercato friulano.
Chi vuole immaginare come apparisse l’antico borgo medievale può visitare la Casa del Trecento, l’edificio storico più antico della città, proprio a destra del Duomo di San Michele. Sembra che all’epoca l’edificio fosse il Monte dei Pegni ed è sopravvissuto indenne a sette secoli di storia e, solo nel novecento, è stato risparmiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e dal terremoto del 1976.

Se il Monte dei Pegni, una prima banca, ci parla delle attività economiche dell’epoca, invece Santa Maria della Fratta, poco lontano, delle pratiche di devozione. La costruzione della chiesa risale alla metà del ‘300, anche se la sua facciata, semplice ed elegante è della metà del ‘400.img_int_22luglio

Quella che forse è la più straordinaria testimonianza trecentesca a San Daniele del Friuli è però conservata, come molti altri tesori di questa città, alla Biblioteca Guarneriana: uno dei più antichi manoscritti della Divina Commedia di Dante Alighieri, dipinto splendidamente e quasi certamente commentato proprio da Jacopo Alighieri, figlio di Dante.

Sempre alla Guarneriana sono conservati i primi regolamenti trecenteschi che riguardano la produzione e la vendita della carne. Fra le altre cose, veniva fatto obbligo di dichiarare l’identità delle carni, di pesarle correttamente e di non vendere carne insalubre.
L’attività di tutela del consumatore del Consorzio del Prosciutto di San Daniele ha radici molto, molto lontane…

Foto di Ulderica Da Pozzo

22 Luglio 2016