Romeo e Giulietta erano friulani

È ormai certa l’origine friulana della tragedia shakespeariana

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“Oh Luigi Luigi, parcè sês tu Luigi?”. Se il buon Shakespeare avesse reso onore ai veri protagonisti della storia d’amore più raccontata di tutti i tempi, forse la celebre frase avrebbe risuonato in modo diverso, con nomi diversi e in un luogo ben diverso dal balcone veronese. Pare infatti assodato che il Bardo si sia lasciato ispirare da una novella scritta da tale Luigi Da Porto, all’inizio del ‘500, e basata sulla storia vera del suo amore per la friulana Lucina.

Siamo nel 1511, un anno difficile per il Friuli, che diventa terra di contesa fra la Serenissima e l’impero asburgico. Luigi, giovane capitano d’armi di origine vicentina, è di stanza a Cividale per dar man forte allo zio Antonio Savorgnan Del Torre, rappresentante dell’esercito veneziano dell’alta nobiltà friulana. Il 26 febbraio Luigi viene invitato a un ballo in maschera a Udine, proprio nella residenza dei Savorgnan, dove incrocia lo sguardo di Lucina Savorgnan Del Monte, sua lontana cugina. I due si innamorano perdutamente, tanto da farsi segreta promessa di matrimonio.

Come già detto, non è un periodo facile per la terra che vede sbocciare il loro amore. Odi e fratture sociali iniziano a inasprirsi e, già l’indomani del loro incontro, scoppia la rivolta denominata crudel zobia grassa. Si tratta di una sorta di resa dei conti tra filo-imperialisti e filo-veneziani, che porta infine a uno scisma interno alla famiglia Savorgnan, a cui lati contrapposti si ritrovano i due innamorati. Ma il destino non ha ancora finito di accanirsi sui nostri, perché nel giugno dello stesso anno colpisce in battaglia Luigi, il quale rimane paralizzato da un lato del corpo. Costretto a ritirarsi nella sua villa di Montorso Vicentino, è qui che viene raggiunto dalla terribile notizia: Lucina Savorgnan Del Monte andrà in sposa a Francesco Savorgnan Della Torre, per mettere finalmente pace fra le due bellicose fazioni della stessa famiglia.

Fu così che la ragion di Stato vinse sull’amore e al nostro Luigi non restò che mettere nero su bianco il suo dolore. Scrisse una novella dal titolo “Giulietta”, ambientando, per ragioni di riserbo, la storia nel ‘300 veronese e cambiando i nomi dei protagonisti. Lo scritto tradotto finì, parecchi anni dopo, nelle mani di Shakespeare, il quale ne fece quel mito dell’amore contrastato che tutti noi conosciamo.

14 Febbraio 2017