I produttori di San Daniele in aiuto ai colleghi umbri

Le aziende del Consorzio friulano ospiteranno i Prosciutti di Norcia IGP nei lori saloni di stagionatura

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Centinaia di forme di Parmigiano Reggiano spaccate, rovinate a terra, insieme alle loro scaffalature di stagionatura. È l’immagine impressa in ognuno di noi a memoria del terremoto che colpì, nel maggio del 2012, l’Emilia Romagna.

All’epoca si parlò di “Parmigiano scosso”, non solo in riferimento ai danni che il sisma fece alle produzioni locali di formaggio, ma anche per battezzare il grande movimento di solidarietà in favore dei caseifici colpiti.
Quattro anni dopo la storia si ripete. Stavolta è l’Italia centrale a tremare, lasciando un tragico strascico nella vita e nell’economia delle popolazioni dell’Appennino. Anche qui a rischio ci sono le eccellenze locali, tra cui il Prosciutto di Norcia IGP, la cui area di produzione si trova nell’epicentro del terremoto dello scorso 29 e 30 ottobre. Molti i prosciuttifici umbri lesionati o distrutti, che non potranno portare a termine la maturazione delle cosce.

In soccorso arrivano le aziende del Consorzio del Prosciutto di San Daniele DOP, che accoglieranno nei loro saloni di stagionatura 60.000 Prosciutti di Norcia IGP.
In quanto salume a Indicazione Geografica Protetta, il suo disciplinare prevede che venga stagionato esclusivamente nei comuni di Norcia, Preci, Cascia, Monteleone di Spoleto, Poggiodomo, nei territori posti a un’altitudine superiore ai 500m sul livello del mare. Per portarlo in Friuli, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha emanato un decreto che autorizzasse una modifica temporanea (solo per i prossimi 12 mesi) in deroga al disciplinare di produzione IGP.

Così, grazie allo slancio generoso dei produttori del San Daniele, territorio che ha ugualmente sofferto in passato per il sisma, il prossimo anno potremmo assaporare un prosciutto unico, frutto del sostegno tra persone, artigiani e aziende.

25 Novembre 2016