Napoli, il pane cafone

Il pane del popolo protagonista nella tradizione napoletana

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Nasce nel cuore di Napoli, città di grandi contrasti e grande fascino in pieno Sud dell’Italia, il pane napoletano di città, o pane cafone. È infatti il pane del popolo, della Napoli più autentica, di tutta quella gente che non parlava il francese dei salotti buoni dell’aristocrazia borbonica. Gente semplice, ingredienti semplici: solo farina poco raffinata, sale, acqua e criscito, il lievito madre. Fortemente radicato nella cultura popolare partenopea, il pane cafone era in passato protagonista di moltissimi riti scaramantici e religiosi, alcuni dei quali sono vivi ancora oggi. Nel giorno di Sant’Antonio Abate veniva benedetto e offerto agli animali; non poteva essere riposto riverso sul tavolo perché rappresentava il corpo di Cristo; andava spezzato soltanto con le mani come fece il Signore con l’Eucarestia; se cadeva e si sporcava, non si buttava, ma si bruciava dopo aver segnato su di esso una croce e averlo baciato con riverenza. Infine, non si rifiutava mai il pane a chi lo chiedeva, né si ringraziava per riceverlo, perché simbolo di vita, dono divino e diritto di tutti.