I mitici anni 60 e il Prosciutto di San Daniele

Il decennio del miracolo economico battezza la nascita del nostro Consorzio in un periodo di grande trasformazione sociale

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C’erano i Beatles e i Rolling Stones, la lavatrice in casa e la minigonna in discoteca, le contestazioni studentesche e la Dolce Vita al cinema. E in mezzo a questo scenario rivoluzionario, i mitici anni 60 vedono nascere l’organizzazione che detiene il Disciplinare di Produzione del Prosciutto di San Daniele e che vigilerà sulla sua corretta applicazione. Nel 1961, infatti, si forma il Consorzio del Prosciutto di San Daniele grazie a un piccolo gruppo di promotori (produttori, industriali di altri settori e cittadini della comunità sandanielese), che si fa pioniere del concetto di difesa del marchio contro le contraffazioni e decide di stabilire regole comuni per la lavorazione del prodotto. Non esisteva ancora una legge nazionale a riguardo, ma emerge la volontà di vigilare sulla qualità di un prodotto che inizia a essere largamente riconosciuto. Siamo in pieno boom economico, un periodo di profondi cambiamenti, di nuovi stili di vita, di usi e costumi che trasformano radicalmente la società italiana.

Sono gli anni dei grandi esodi per le vacanze al mare a bordo delle mitiche Fiat 500 o 600, si ascolta il neonato “Tutto il calcio minuto per minuto” o le hit dell’estate come “Sapore di Sale” di Gino Paoli attaccati alle radioline portatili a batteria. Alla sera ci si raduna tutti davanti alla tv per non perdersi neanche un minuto di Carosello e Canzonissima. La vita domestica prende inevitabilmente un nuovo corso. Si lasciano alle spalle la miseria e i sacrifici, mentre si fa avanti galoppando la fiducia nei confronti del nuovo. Vengono sdoganati nel consumo di massa i cosiddetti cibi ricchi, quelli associati all’idea di benessere, in primis la carne. Con la diffusione del frigorifero e dell’occupazione femminile, si impone un nuovo modo di fare la spesa: non più quotidiana nei negozi sotto casa, ma settimanale nei moderni supermercati.

In cucina troviamo sempre di più piatti regionali come la pasta e la pizza, che cominciano a farsi apprezzare in tutta Italia. Anche il San Daniele deve confrontarsi con un mercato più vasto, varcando i confini del Friuli Venezia Giulia per entrare nei consumi nazionali. Si fanno avanti le imprese che, ben presto, saranno riconosciute come “grandi firme” dell’eccellenza friulana e prende forma quello che diventerà uno dei principali distretti produttivi del prosciutto in Italia. Il San Daniele è ormai pronto a far parlare di sé e del suo territorio in tutto il mondo.

28 Aprile 2017