Nel Pavese il Miccone, perfetto con il San Daniele

Un pane morbido, goloso e semplice caratterizzato da una freschezza duratura

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“Pane fresco e legna verde conducono alla povertà”. All’origine di questo proverbio sta l’usanza contadina di produrre pane che risulti più buono se consumato dopo qualche giorno.

Miccone-pavese.certosa-300x223Di questa famiglia fa parte anche il Miccone Pavese, o Miccone di Stradella, prodotto tipico dell’Oltrepò, territorio a sud del fiume Po, in pieno Appennino Settentrionale.

La preparazione del Miccone è legata alle abitudini delle campagne e colline pavesi, in cui il pane veniva preparato una volta alla settimana e doveva essere in grado di affrontare senza timori il trascorrere del tempo.

Essenziali gli ingredienti: farina di grano tenero, acqua, lievito naturale e sale. Ma il vero segreto del Miccone Pavese sta nell’utilizzo del lievito naturale e nella lavorazione molto lunga. Per ottenere un buon Miccone Pavese, infatti, è necessario lavorare a lungo l’impasto, quindi farlo lievitare, preparare le forme, poi lasciarle lievitare ancora. Infine, le forme vengono incise nella parte superiore per dare loro l’aspetto tipico del Miccone Pavese. Lo scopo di questa procedura è ottenere un pane che contenga poca umidità e che possa dunque conservarsi a lungo in ogni condizione climatica.

Caratterizzato da una mollica bianca e morbida, il Miccone si esalta in abbinamento ad ogni tipo di salume, in particolare il prosciutto di San Daniele, del quale mette in risalto la dolcezza e la delicatezza.