Torino: dal 1600 il suo grissino è un’istituzione gastronomica italiana

Un principe della tradizione piemontese, perfetto per accompagnare il San Daniele

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Un tempo noto con il nome di grissia o ghersa, il grissino affonda le sue radici nella tradizione panaria del Piemonte, regione circondata dalle Alpi nell’estremo occidente d’Italia.

Croccante, friabile e vuoto all’interno, il ghersin, il grissino, nasce intorno al 1600 da una forma di pane allungata e stretta simile a un bastone, già diffusa in tutta la regione. La leggenda vuole che sia stato creato per curare la cagionevole salute del duca Vittorio Amedeo II, soggetto a intossicazioni alimentari. Fu il medico di corte, infatti, ad ordinare al fornaio di preparare un pane molto più cotto del consueto, più digeribile e salutare perché privo di microrganismi patogeni. Questa nuova forma di pane, chiamato dai nobili anche panbiscotto, era inizialmente solo privilegio dei ricchi.

L’impasto del grissino stirato è ancora oggi come quello di un tempo: elastico e duttile, facilmente lavorabile con le mani. Da abili gesti nascono dunque grissini sottilissimi e lunghi, particolarmente leggeri, che con la cottura si incurvano leggermente e assumono un caratteristico colore dorato scuro, che sono diventati un’istituzione serviti con una fetta di San Daniele arrotolata.