Gli anni 20 e il prosciutto di San Daniele

Il secondo decennio del ‘900 vede nascere i primi prosciuttifici di San Daniele in un clima generale di riscatto e innovazione

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Una scossa innovativa che parte dall’America, attraversa l’Europa e arriva fin in Friuli, dove anche San Daniele è pronto per dare il suo contributo. Siamo negli anni 20 del secolo scorso, un periodo di rivoluzione culturale e sociale, di trasformazione dei costumi e del modo di vivere, grazie a un nuovo modo di concepire il lavoro, l’industria e i consumi. Anche gli abitanti di San Daniele sono pronti a fare il salto verso la nuova era, partendo dalle mura domestiche per creare e organizzare i primi prosciuttifici. Le famiglie si fanno imprenditrici trasformando la cantina, da semplice deposito ad uso privato, a sede di produzione del prosciutto tipico locale. E da qui inizierà quella grande storia di gusto e successo che viene raccontata oggi nelle tavole di tutto il mondo. E non poteva essere diversamente, perché proprio quel decennio ha regalato ai buongustai il San Daniele Dop come lo conosciamo, e moltissime altre cose che sono diventate parte della nostra quotidianità.

Li chiamavano anni ruggenti, forse perché mai prima d’allora si era visto un decennio che celebrasse l’avvenire con tanto fragore e gioia di vivere. Scienze, letteratura, cinema, musica, moda, arte e architettura: l’onda del cambiamento attraversa e travolge qualsiasi ambito, stile di vita compreso. Inizia l’emancipazione della donna, che porta i capelli alla garçonne, indossa gonne più corte e prende a modello le star del cinema muto. Viene fabbricato e messo in commercio il frigorifero moderno e, avendo la tecnologia del freddo fatto passi da gigante, si vedono in circolazione i primi surgelati. La radio, il grammofono e il cinema entrano di prepotenza nella vita delle persone. Così come la telefonia, tanto che in Italia, nel 1927, fanno la loro prima apparizione i telefoni pubblici a gettone.
Sono gli anni in cui spopola il mito seducente di Rodolfo Valentino, il jazz stravolge i gusti musicali e l’Art Déco lascia la sua firma indelebile non solo sulle opere artistiche. Arredi, tessuti, ceramiche, edifici, cartelloni pubblicitari e anche automobili, oggetti di culto e desiderio del momento, vengono contaminati dalla nuova estetica.

In questo turbinio di avvenimenti e voglia di riscatto, nato come reazione energica alla tragedia della Prima Guerra mondiale, si inseriscono i primi imprenditori sandanielesi, che cercano di applicare nuove tecniche di industrializzazione alla produzione e vendita della specialità che renderà per sempre famosa la loro città: il Prosciutto di San Daniele Dop.

31 Marzo 2017