È tempo di foliage

Un autunno da vivere tra i sentieri del Friuli Venezia Giulia

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Dal Nord America alla nostra penisola: il foliage è la nuova tendenza che sta prendendo piede tra gli appassionati della natura, dagli escursionisti più esperti a chi semplicemente ama immergersi nel verde per rilassarsi. E’ un’occasione per soffermarsi, alzare lo sguardo e osservare i cambiamenti cromatici delle foglie, studiare la loro caduta, fotografarle e documentare il passaggio dall’autunno all’inverno.
Le vaste zone montuose fanno del Friuli Venezia Giulia una delle principali tappe in cui avventurarsi alla scoperta dei boschi locali.

Palcoscenico del foliage in Friuli è il Sentiero delle Vigne Alte che collega il Castello di Spessa di Capriva del Friuli con La Subida di Cormòns fino al cuore del “gran cru” del Collio, con panorami su colline ricoperte di vigne, sul Carso e sulla pianura attraversata dall’Isonzo. Querce, carpini e castagni incantano chi passeggia e chi preferisce percorrere il sentiero in mountain bike.val_rosandra

Anche la Val Cimoliana è meta di foliage friulano: ai confini del Parco delle Dolomiti Friulane si esprime in un tripudio di colori nei suoi sentieri tappezzati di larici, abeti e faggi.
L’esperienza sensoriale viene arricchita da interessanti itinerari come la salita alla Casera Lodina e alla Casera Laghet de Sora, antiche strutture malghive ristrutturate e messe a disposizione degli escursionisti.

Sulla riva dei Laghi di Fusine, al confine della Slovenia e sotto la catena montuosa del Mangart, gli amanti del trekking possono farsi affascinare dalle acque turchesi dei laghi di origine glaciale circondati da boschi di abete rosso.

In autunno, prima dell’arrivo della neve, i più sportivi possono dirigersi a Tarvisio, sul Monte Lussari all’estremo nord-est del Friuli, trovando boschi misti di faggio, larice, pino silvestre, abete rosso e bianco.

Non solo foliage, le irrinunciabili tappe del Friuli sono anche quelle gastronomiche. Non si può partire per una nuova escursione nel verde senza prima fermarsi a San Daniele e gustare il suo prosciutto nei luoghi in cui ha origine.
E se ci si imbatte in una sagra? Frico cotto con il Montasio, prosciutto di San Daniele, prosciutto di Sauris, cjarsons e gubana; la pausa ideale per godersi al meglio il foliage pomeridiano.

Vale quindi la pena indossare un paio di scarpe comode, inoltrarsi nei boschi e godersi lo spettacolo!

 

Foto di Maurizio Valdemarin e Marco Milani

21 Ottobre 2016