Il Consorzio del San Daniele nel cuore della città

La nuova sede nelle antiche carceri napoleoniche, restaurate e valorizzate

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Ovunque Napoleone sia andato, ha lasciato il segno. A Venezia, per dire, al fine di realizzare i bellissimi Giardini della Biennale fece interrare un canale e abbattere due complessi monastici.
Anche il centro storico di San Daniele del Friuli è stato influenzato dalle riforme napoleoniche: nel centro medievale della cittadina, vicino alla chiesa di Santa Maria della Fratta, si fece fare un nuovo carcere mandamentale perché quello precedente era ormai vecchio, piccolo e malsano. costruzione

A quei tempi, la via dove il nuovo carcere fu costruito si chiamava ‘calle veneria’ ma poi il nome fu cambiato per un bizzarro equivoco, documentato in alcune carte conservate nella sezione Antica della Biblioteca Guarneriana. I soldati italiani di stanza a San Daniele scambiavano infatti la parola ‘veneria’ con ‘venerea’ e immaginando che la via fosse un ritrovo di prostitute si mettevano ad abbordare in modo troppo deciso le belle signore che passavano di là.
Così la strada, a scanso di equivoci, fu chiamata ‘Contrada delle Carceri’ e poi più tardi fu intitolata a ‘Guarniero d’Artegna’, il fondatore della biblioteca cittadina.

Oggi è questo il nome della via che bisogna percorrere per arrivare alle antiche carceri, che ora ospitano la nuova sede del Consorzio del Prosciutto di San Danieletaglio
Il carcere napoleonico, infatti, abbandonato da anni, è stato completamente restaurato e valorizzato come patrimonio storico grazie alla Fondazione San Daniele. Ospiterà uffici, archivi e ampi spazi espositivi.
A ben guardare, le vie di San Daniele raccontano continuamente grandi e piccole storie e da oggi le antiche carceri ne racconteranno un’altra ancora, molto antica: il prosciutto di San Daniele nel cuore della città.