Aquileia, perla archeologica friulana

Uno dei più importanti siti Unesco d’Europa e una deviazione da non mancare a solo un’ora da San Daniele

Luoghi
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Aquileia oggi si presenta come un piccolo centro abitato, dove l’antico e il moderno convivono in armonia e le tracce dello splendore passato sono divenute il simbolo della città moderna, meta di appassionati di archeologia provenienti da tutto il mondo.
Fondata dai romani nel 181 a.C., divenne, per la sua posizione geografica, uno dei principali centri dell’impero nell’Italia Settentrionale. Per la sua importanza strategica è stata oggetto di ripetuti saccheggi nel corso dei secoli. Celebre fu quello operato dagli Unni di Attila nel 452 a.C.
Leggenda narra che, per vedere la città bruciare, il re Unno ordinò ai suoi soldati di ammassare quanta più terra possibile, trasportandola con i loro elmi, fino a formare un piccolo colle da cui riuscì a vedere i fumi della città in fiamme. Su quel rilievo, secoli dopo, fu eretto il castello di Udine.

Tra gli edifici e i reperti che ne attestano l’antico splendore ve ne sono alcuni che meritano una menzione particolare. Tra questi vi è senza dubbio il Foro. Antico centro nevralgico in epoca romana, è situato esattamente sull’asse del cardo maximus, la strada che attraversava la città da nord a sud. Vi si svolgevano le principali attività politico-commerciali e vi si affacciavano edifici importanti come l’originale basilica pagana, di cui non restano che poche tracce, il Comitium, centro politico della città, e il Macellum, il mercato in cui venivano convogliate le merci destinate alla vendita. Il foro si estendeva per circa 115 metri in lunghezza e 57 in larghezza ed era circondato da un colonnato di cui si possono ammirare le rovine.

Tra le tante vestigia rinvenute vi sono anche quelle del Porto Fluviale, antico scalo commerciale per i paesi transalpini. Oggi è visibile solo il lato occidentale delle banchine, con una struttura riconosciuta di oltre 380 metri. Il tutto è osservabile percorrendo la cosiddetta “Via Sacra”, accessibile dall’odierna via Gemina, che ricalca l’antico corso del fiume Natissa in cui confluivano le acque del Natisone e del Torre.

Entrando nel cuore della città si possono ammirare la monumentale Basilica di Santa Maria Assunta che si affaccia, assieme al battistero e all’imponente campanile, su Piazza del Capitolo. I suoi resti più antichi risalgono al IV secolo d.C., mentre l’attuale edificio è stato costruito attorno all’undicesimo secolo, salvo poi subire diverse modifiche. In particolare, dopo il terremoto del 988, parte della basilica crollò e fu solo grazie all’intervento del Patriarca Poppone che fu restaurata in stile romanico. Celebri per la loro bellezza sono i mosaici che la decorano e tra le raffigurazioni più famose si ricordano: il Buon Pastore, la Vittoria Eucaristica e il ciclo di Giona.

Aquileia rivisse un breve periodo di splendore proprio sotto Poppone che la rese nuovamente sede del Patriarcato, in precedenza spostato nella più sicura e protetta Cividale. Nonostante questo, verso la metà del 1200 iniziò il lento declino della città che perse tutta la sua importanza. Durante l’età moderna passò prima sotto il controllo della potentissima Repubblica di Venezia, poi fu la volta degli Asburgo e, solo dopo la fine della Prima guerra mondiale, divenne finalmente parte del Regno d’Italia.

 

Foto mosaico di Enzo Andrian.