A caccia di Osmize

In giro sull'Altopiano Carsico per godere di un’antica tradizione di ospitalità

Luoghi
copertina osmize

Passeggiando per le strade del Carso triestino, apprezzate pure la natura che si risveglia nel tepore della primavera, ma non distraetevi troppo. Tenete d’occhio gli ingressi delle piccole aziende agricole che troverete lungo il percorso. Se scorgete una bella frasca appesa, è tempo di concedere una sosta al vostro cammino: fortuna vuole che vi siate imbattuti in un’osmiza. Il nome deriva dallo sloveno osem, che significa otto, ed è legato ad un’antica tradizione del periodo austroungarico. Alla fine del 1700 l’imperatore aveva concesso agli abitanti del Carso, per otto giorni l’anno, la vendita diretta dei loro prodotti, vino compreso. Col tempo la pratica si è diffusa e il vincolo dei giorni è caduto. E’ rimasta l’usanza delle frasche, che stanno ad indicare quando l’azienda ospita i viandanti in cerca di sapori rustici.

Cosa gustare in questi ristori? Vino, salumi, formaggi, uova, olio, verdure di stagione e tutto quello che il vostro oste del momento possa proporvi quale frutto della terra e del suo lavoro. Non aspettatevi però un servizio da tavola calda con trattamento “coperto e servizio”. Accomodatevi ad uno dei tavoli, fate amicizia con gli altri commensali, godetevi l’atmosfera informale e lasciatevi sedurre dalla tipica ospitalità contadina.

Di osmize da provare ce ne sarebbero molte, ma il periodo di apertura varia da produttore a produttore, non è legato a nessuna ricorrenza particolare e può ripetersi nel corso dell’anno. Ragion per cui, metà del divertimento sta proprio nell’andare a caccia dei locali aperti, lasciandosi guidare dal proprio intuito. E se proprio non si vuole girare a vuoto, è possibile consultare un calendario delle attività aperte su http://www.osmize.com/

3 Maggio 2016