Una Rosa di Gorizia per il San Daniele

Negli orti goriziani si coltiva un raro radicchio rosso dalla forma di bocciolo e colore rosso intenso

Cucina
TOP-rosa

Tra i tanti alimenti con cui il nostro prosciutto va felicemente a nozze, ce n’è uno che ci sta particolarmente a cuore, perché vede i natali unicamente nella nostra regione: la Rosa di Gorizia. Ora, non immaginatevi una nostra improvvisa passione per la floricoltura, perché non è di un fiore che stiamo parlando, ma di una varietà locale di radicchio rosso, come già specificava il Barone Karl von Czoernig, verso la seconda metà dell’800, nel suo tomo dedicato a Gorizia. A voler essere precisi, si tratta di un bellissimo esemplare di cichorium intybus, dalla caratteristica forma a bocciolo e dal colore granata con striature bianche e rosa. Coltivata negli orti di Gorizia e nelle zone agricole limitrofe, è una vera e propria rarità, poiché sono solo le famiglie e gli agricoltori della zona a portarne avanti la tradizione, tramandandosi i semi di generazione in generazione.

Se la primavera è il momento in cui avviene la semina, saranno i primi freddi a decretare i tempi di raccolta delle “rose”, le quali vengono estratte con le radici e poi messe al riparo dal gelo, in particolari trincee scavate nei campi. Successivamente i mazzi sono posti a dimora per circa 15 giorni in serre o in taluni casi anche in bunker della seconda guerra mondiale, comunque in ambienti bui e caldi per permettere al loro cuore di sbocciare. Una volta raggiunta la maturazione, l’ortaggio viene ripulito dalle foglie esterne, lasciando solo il fiore centrale insieme al piccolo ceppo di radici.

Con il suo gusto delicato e leggermente amarognolo, la consistenza fresca e croccante, la Rosa di Gorizia è riuscita a conquistare gli chef di tutto il mondo, che l’hanno utilizzata nelle loro creazioni abbinandola a svariati ingredienti. Un esempio è Alessandro Gavagna de La Subida di Cormons, di cui il nostro magazine ha proposto la ricetta “I girini, briciole di pasta buttata, il Prosciutto di San Daniele e la Rosa di Gorizia” .
Se invece volete seguire la tradizione, potete provare a condire la Rosa di Gorizia semplicemente con olio e aceto, magari insieme a uova o fagioli. C’è chi poi la trasforma in sottoli, creme, grappe e amari, ma se desiderate aggiungere piacere al piacere, e bellezza a bellezza, noi invitiamo a provarla cruda con roselline di gustoso Prosciutto di San Daniele Dop.

10 Marzo 2017