Il Natale a Napoli: tra presepi, tombolate e la tradizione servita a tavola

Aria di San Daniele arriva nella città partenopea e ci fa conoscere il meglio delle sue tradizioni natalizie

Cucina

Te piace o’ presepe? Era la domanda tormentone della commedia “Natale in casa Cupiello”, che ben descrive l’attaccamento alla tradizione che si respira a Napoli, soprattutto quando si tratta di Natale. Aria di San Daniele – La Festa si trova in città proprio in questi giorni (http://www.ariadisandaniele.it/napoli/) e, oltre a far conoscere il gusto inconfondibile del San Daniele DOP ai napoletani, è pronta a farvi respirare il vero sapore delle festività sotto il Vesuvio.

Uno degli elementi caratterizzanti del periodo natalizio, come già accennato, è la rappresentazione della natività, che da queste parti si rinnova di anno in anno, grazie a fantasiosi personaggi che solo l’estro napoletano è in grado di realizzare. Gli amanti del genere non potranno farsi sfuggire una visita a San Gregorio Armeno, la via dei presepi, per acquistare i pezzi più originali e stravaganti. L’altro caposaldo del Natale partenopeo è senza dubbio la tombola, quel grande rito familiare che trattiene a tavola ad oltranza, in un susseguirsi di gag e risate in attesa della mezzanotte e dell’apertura dei regali.

Ma a scaldare gli animi ed allietare il clima di festa ci pensa come al solito il cibo, ovvero quei piatti della memoria tramandati a voce che uniscono generazioni intere attorno allo stesso tavolo. Popolo fiero delle proprie radici, è proprio in queste occasioni che la città esibisce il meglio della sua cultura gastronomica. Si parte con il cenone della Vigilia, dove è il pesce l’ingrediente principale delle preparazioni: spaghetti con le vongole, baccalà, capitone, ma anche una bella frittura. Poi visto che si tratterebbe di un menu di magro, i napoletani si sono inventati quella cosa sublime chiamata insalata di rinforzo. Come suggerisce il nome, serve a dare sostegno al pasto e lo fa a suon di cavolfiori bolliti, papaccelle (i peperoni campani), giardiniera, olive e acciughe sotto sale. Passando invece al pranzo di Natale, saranno verdure e carne a riprendersi la scena, per esempio con la minestra maritata, un connubio perfetto tra i due ingredienti, e la gallina in brodo. A chiusura dei pasti vi aspetta una carrellata di dolci tipici come gli Struffoli, palline di pasta fritte e ricoperte di miele, il Roccocó, ciambellina a base di mandorle, o i Susamielli, caratteristici biscotti a forma di esse. Non manca neppure il panettone che, pur essendo un dolce del nord, ha trovato qui dei validi artigiani, che ne portano avanti la produzione a livelli di assoluta eccellenza.

8 Dicembre 2017